L'Italia è il paese dei paradossi.
Chi mai direbbe che, per numero di host Internet, siamo in modo ormai consolidato terzi al mondo e primi in Europa?
Pertanto non dobbiamo stupirci dei dati che seguono che indicano un paese diviso tra la innovazione delle piccole imprese, la ancora scarsa alfabetizzazione informatica e telematica dei suoi cittadini, i progressi di alcuni settori della Pubblica Amministrazione e l'incredibile disattenzione delle Regioni verso il marketing turistico territoriale.
Dicevamo che Internet è il fulcro della competizione internazionale del mercato turistico.
Questo perché ormai raggiunge tutti i potenziali consumatori di servizi turistici, vediamo di seguito come.
Come emerge dal grafico 11, al dicembre 2004 gli host Internet erano più di 300.000.000.
Per host intendiamo un nodo di ingresso univoco a un gruppo di servizi su Internet, come ad esempio un dominio.

Grafico 11: Crescita di Internet nel mondo
Fonte: www.isc.org

La tabella 1 ci mostra la impressionante dinamica della crescita dei servizi offerti e la tabella 2 conferma anche quest'anno la terza posizione dell'Italia dopo USA e Giappone.
I grafici 12 e 13 mostrano che, anzi, la presenza dell'Italia nell'offerta globale dei servizi.
Internet non solo incrementa in valori assoluti ma anche in valori percentuali, per cui l'Italia telematica cresce a un ritmo maggiore del mondo telematico.

Tabella 1
Fonte: rielaborazione dati di www.isc.org

Grafico 12: Host Internet italiani come % del totale mondiale 1992 - 2004
Fonte: www.gandalf.it

Grafico 13: Host Internet - percentuali sul totale per ciascun paese
Fonte: www.gandalf.it

Tabella 2
Fonte: www.gandalf.it da Network Winzards

Naturalmente i dati vanno ponderati in relazione alla popolazione e infatti i grafici 14a e 14b mostrano che il rapporto abitanti-host Internet più virtuoso è dell'Olanda.

Grafico 14a: Host Internet per 1000 abitanti in 35 paesi eccetto gli Stati Uniti: primi 14
Fonte: rielaborazione www.gandalf.it su dati 2004

Grafico 14b: Host Internet per 1000 abitanti in 35 paesi eccetto gli Stati Uniti: dal 15° al 35°
Fonte: rielaborazione www.gandalf.it su dati 2004

L'Italia è tredicesima, il Giappone (secondo per host) è quattordicesimo.
Dal calcolo sono stati esclusi gli USA e i piccoli stati che ospitano server di altri paesi, per ragioni di nome di dominio, fiscali o di costo.

Tabella 3
Fonte: www.internetworldstats.com

Tabella 4
Fonte: www.internetworldstats.com

Il dato italiano, 48,8%, è superiore alla media dell'Europa dei 25 paesi ma inferiore a quello non solo danese, svedese, olandese e finlandese, ma anche ai dati inglesi e tedeschi.
In crisi da sempre la Francia che non ama un mondo così anglofono e che paga la lunga competizione con il minitel (videotel).

Tabella 5
Fonte: www.internetworldstats.com

Anche i dati ufficiali di Eurostat (privi dell'apporto di alcuni paesi) ci confermano nelle analisi fatte.
Le imprese credono in Internet, ma gli individui non sono incentivati e formati in modo adeguato.

Grafico 15: Percentuale di utilizzo di Internet da parte di individui e imprese nell'Europa dei 25
NOTA: non sono compresi gli individui di BE, CZ, FR, IE, MT, NL, SK e le imprese di FR, LV, LU, MT, SK.

Tabella 6a
NOTA: MANCANO I DATI DI BE, CZ, FR, IE, MT, NL, SK, BG, RO.
Fonte: EUROSTAT MAGGIO 2005

Secondo Eurostat solo il 31% degli italiani ha accesso ad Internet.
Eurostat conferma invece il dato globale del 47% a livello europeo.
Le tabelle 6b e 6c ci mostrano le nostre fasce deboli: gli italiani sopra i 55 anni e con basso titolo di studio, evidenziando così i due problemi maggiori: la carente formazione e l'insufficiente accesso ad Internet dalle abitazioni.

Tabella 6b
NOTA: MANCANO I DATI DI BE, CZ, FR, IE, MT, NL, SK, BG, RO.
Fonte: EUROSTAT MAGGIO 2005

Tabella 6c
NOTA: MANCANO I DATI DI BE, CZ, FR, IE, MT, NL, SK, BG, RO.
Fonte: EUROSTAT MAGGIO 2005

E Infatti la tabella 7 evidenzia che Eurostat non ha ricevuto dall'Italia i dati sulle abitazioni e invece sono buoni (anche se non ottimi) quelli relativi alle imprese.
Dato confermato dal grafico 16 sulle imprese che usano Internet, pur non avendo necessariamente una connessione veloce.
Il grafico 16 ci mostra un altro dato interessante: tutti i paese europei considerati (esclusa Romania e Bulgaria) hanno tra l'80 e il 90% delle imprese connesse in rete, almeno come utilizzatori.
Il grafico 17 e la tabella 8 ci mostrano un'Europa che vende via Internet e, soprattutto, che compra.
Quanto di quel 15% che acquista almeno l'1% delle proprie forniture via Internet in Italia compra biglietteria?
L'Italia è a metà della media europea e a un quinto della Finlandia, per cui il mercato deve ancora crescere moltissimo.

Tabella 7
Fonte: EUROSTAT MAGGIO 2005

Grafico 16: PERCENTUALE DI IMPRESE CHE USANO INTERNET ALL'INIZIO DEL 2004
Fonte: EUROSTAT MAGGIO 2005

Grafico 17: Imprese che utilizzano l'e-commerce via Internet, Europa 25 - dati 2003(%)
Nota: con l'esclusione delle imprese di FR, MT, SK
Fonte: EUROSTAT MAGGIO 2005

Tabella 8
Fonte: EUROSTAT MAGGIO 2005

Gli italiani comprano e vendono poco via Internet, ma come sono i servizi pubblici?
Il grafico 18 ci mostra un'Europa in cui i cittadini e le imprese dialogano poco con la P.A. via Internet.
In questo caso il dato italiano, anche se solo riferito alle imprese, è superiore alla media.
La P.A., soprattutto la P.A. centrale, ha fatto buoni investimenti e molti sforzi per favorire l'uso di Internet.
Non si può dire lo stesso per i siti di promozione turistica regionale, come vedremo.
E infatti nella graduatoria dei siti di viaggi favoriti stilata dal SOLE24ORE sulla base delle indicazioni dei navigatori (tabella 10), non appare nessun sito pubblico.

Grafico 18: Individui e imprese che utilizzano Internet per interagire con gli uffici pubblici (%)
NOTA: con l'esclusione di persone di BE, CZ, FR, IT, MT, NL, SK e imprese di FR, LV, LU, MT, SK
Fonte: EUROSTAT MAGGIO 2005

Tabella 9
Fonte: EUROSTAT MAGGIO 2005

Tabella 10
Fonte: premio www.ilsole24ore.com