Internet è sicuramente lo strumento di comunicazione di domani, ma oggi?

Nessuna ditta, nessuna famiglia ormai è priva di telefono e televisore (dovremmo dire telefoni e televisori), perché invece manca internet?

Quanto siamo indietro e quanto questo influirà negativamente sullo sviluppo economico del nostro paese?

E quanto sullo sviluppo turistico?

Questi sono i dubbi che fanno da scenario a ogni ragionamento su internet, anche perché se non ci sono consumatori, ogni investimento ha ritorni incerti.

Gran parte degli italiani in età scolare o lavorativa ha navigato in internet almeno una volta o ha visto altri navigare, molti usano internet a scuola o nel luogo di lavoro, pochi a casa.

Tab. 1 Navigatori Internet

Paesi Milioni di navigatori
Italia 4.5
Germania 12.3
Francia 5.7
Paesi Bassi 2.9
UK 3.9
Spagna 2.9
Svezia 3.9
USA 110.8
Fonte: FED (Federazione Economia Digitale) - 30 nov.2000

Secondo recenti dati (tabella 1) in Italia ci sono circa 4 milioni e mezzo di navigatori a fronte di più di un milione di aziende con un collegamento internet: i due dati praticamente corrispondono, i navigatori hanno scoperto internet solo in ufficio (o a scuola) e questo è un nostro limite.

Eppure siamo avanti al Regno Unito, che ha il vantaggio della lingua, e appaiati alla Francia, che viene dalla meravigliosa esperienza del Minitel[1] e gli analisti prevedono una continua crescita dei navigatori.

Tab. 2 Consumatori con accesso a Internet

Fonte: FED (Federazione Economia Digitale) - 30 nov.2000

Ma corriamo dei rischi: le connessioni di base sono spesso gratuite, i costi dei collegamenti telefonici si continuano a ridurre ma invece il costo di un personal computer continua ad essere troppo alto, rapportato agli altri paesi industrializzati, in termini di ore di lavoro necessarie per comprarlo: una spiacevole conseguenza di un cambio basso della lira entro l’euro e dell’euro rispetto al dollaro.

Peggio ancora, l’intero paese soffre di analfabetismo informatico, telematico e linguistico e questo è un freno ancor maggiore alla diffusione dei computer nelle case, dove non si trova il collega appassionato o il tecnico dell’azienda che ci risolve i problemi.

Per creare un vasto mercato interno di consumatori via internet devono essere fatti i massimi sforzi per finanziare piani straordinari di alfabetizzazione telematica e linguistica e, parallelamente, devono essere creati incentivi per le imprese e le pubbliche amministrazioni che utilizzano internet e non solo per gli studenti.

Possiamo dire che, visto il contesto, i consumatori italiani hanno dimostrato un interesse per internet superiore ai servizi disponibili.

E qui viene il punto dolente: fino a pochissimi mesi fa i servizi, turistici ad esempio, per i navigatori italiani erano molto pochi e limitati ed ancora c’è molto da fare in un paese come il nostro basato su piccole e medie imprese e su una strenua difesa dei campanili, almeno in tema di promozione turistica.


[1] In Francia l'ente telefonico favorì la diffusione del locale videotel in milioni di esemplari con aggressive politiche di prezzi e di servizio