Le regioni solo ora, con il pieno dominio di tutto il settore della formazione, si possono sentire pienamente responsabili della qualità e completezza del servizio svolto.

Come abbiamo evidenziato le risorse sono troppo poche per fare tutto e allora, meglio scegliere delle priorità e sostenerle con piani pluriennali che continuare a produrre bandi che provocano attività discontinue.

Meglio sostenere figure professionali richieste dal mercato piuttosto che inseguire ad ogni costo figure più fantasiose che innovative.

Naturalmente la soluzione ideale sarebbe più ambiziosa: reperire le risorse per garantire a tutti gli apprendisti e a tutti i minori una piena formazione come la legge obbligherebbe a fare; realizzare (con la scuola e l’università) un sistema integrato per tutti i giovani non ancora occupati e per tutti gli occupati bisognosi di riqualificazione: cioè formare ogni anno milioni di persone.

Molti studi sullo sviluppo economico dicono che l’aumento delle occasioni di formazione provoca un significativo aumento degli indicatori dell’economia in pochi anni: è ora di mettere in pratica questa ricetta, ma non certo con i soli fondi ora a disposizione.