Con la riforma dell’apprendistato (legge 196/97) è nato anche in Italia il sistema di formazione in alternanza.

Nel 2000 ci si attendeva che una nuova norma modificasse anche i CFL (contratti di formazione e lavoro), completando la riforma: purtroppo invece non abbiamo avuto innovazione legislativa e continua a persistere un sistema che vede sfavoriti, nelle regioni del mezzogiorno, i contratti di apprendistato rispetto ai CFL.

Ricordiamo[2] che è stato introdotto un obbligo formativo esterno per gli apprendisti pari ad almeno 120 ore medie annue.

Visto che gli apprendisti sono circa 400.000 deve nascere un sistema di formazione per adulti di dimensioni sinora mai viste.

Durante il 2000 sono decollate le iniziative sperimentali finanziate dal Ministero del Lavoro (vedi tabella 4) e sono partite le iniziative Regionali, sempre finanziate dal Ministero; nel 2001 si ipotizza una messa a regime, ma presto mancheranno le risorse, visto che il sistema dovrebbe essere finanziato dai fondi strutturali che non hanno la possibilità di sostenerlo integralmente.

Nella tabella 5 vediamo lo stato di avanzamento delle sperimentazioni ministeriali e nella tabella 6 i dati relativi alle iniziative regionali, in termini di allievi, che evidenziano come siano stati coinvolti sinora circa 50.000 apprendisti ma meno di 12.000 siano stati formati, su una popolazione di riferimento di circa 400.000, segno di una riforma in atto ma ancora lontana dalla creazione di un sistema.

Infatti spiccano i dati positivi di Lombardia e Toscana, ma anche quelli negativi delle regioni del sud, del Lazio e del Veneto, la regione italiana con più apprendisti.


[2] vedi IX Rapporto sul Turismo, pag. 558