L'intento prioritario dei numerosi provvedimenti legislativi, nazionali ed internazionali, è quella di innalzare la qualità dell'istruzione offerta a tutti coloro che ne hanno diritto, cercando di sviluppare le condizioni migliori per la creazione di un sistema di conoscenze, abilità e comportamenti in grado di modificarsi e di aggiornarsi in maniera flessibile e dinamica alle trasformazioni in atto.

Con il Consiglio straordinario europeo sull'occupazione di Lussemburgo del 20-21 novembre 1997, è stato dato avvio alla cosiddetta strategia europea per l'occupazione e sono state adottate le prime linee guida per l'occupazione per il 1998. Ogni piano d'azione nazionale è strutturato in quattro pilastri (comuni a tutti gli stati membri), miranti alla promozione della occupabilità, della imprenditorialità, della adattabilità e delle pari opportunità.

La politica occupazionale negli anni 2000-2006 è tesa, quindi, a favorire l'adeguamento dei giovani all'evolversi della New Economy e le nuove figure professionale ad essa collegante, a favorire le pari opportunità e le fasce svantaggiate, a promuovere l'inserimento lavorativo dei giovani. ("A age of learning vocational training policy at European level" CEDEFOP 2000).

L'obiettivo prioritario è quello di fornire un'istruzione di qualità, ottimizzando l'offerta formativa e la qualificazione professionale, attraverso l'ammodernamento dei curricula alle esigenze del mercato, il potenziamento degli stage professionali in ambito educativo superiore, la maggiore spendibilità dei crediti anche a livello internazionale, l'intensificazione dell'educazione continua e a distanza.

Riteniamo sia utile a questo punto effettuare un'analisi comparativa dei sistemi formativi di altri paesi europei, al fine di favorire un'analisi critica, attraverso un proficuo confronto, sulle opportunità e gli eventuali svantaggi offerti da differenti sistemi formativi.

I giudizi della Commissione Europea circa i Piani Nazionali di Azione (Nap) presentati dai singoli Stati membri per il 1998 ed il 1999 mostrano, in generale, una reazione positiva incoraggiante al nuovo impulso dato alle politiche per l'occupazione dal processo di Lussemburgo.

I progressi rilevati sono stati individuati sia in termini di processo che di contenuto ("Strategia europea per l'occupazione: analisi comparata dei Piani Nazionale di azione" ISFOL Osservatorio Internazionale www.isfol.it).

Per quanto riguarda l'Italia il giudizio non è molto incoraggiante. Difatti per quanto concerne la coerenza delle iniziative adottate, rispetto agli obiettivi di "prevenzione" della disoccupazione, l'Italia, insieme al Belgio ed alla Grecia, si trova tra i Paesi che presentano un maggiore ritardo nell'attuazione delle misure previste.

I risultati di tale confronto tra il NAP dei diversi paesi europei, sono comunque incoraggianti per alcuni paesi dell'unione i quali vantano di alcune esperienze positive:

il funzionamento e le modalità operative dei Servizi pubblici per l'Impiego in Portogallo, con riferimento alle attività mirate a prevenire la disoccupazione di lunga durata;

i risultati maturati in Germania e i progetti programmati in Spagna in termini di riduzione della disoccupazione giovanile attraverso progetti formativi di dual training system;

il sistema di incentivi tedesco per la riduzione del fenomeno della disoccupazione di lunga durata per gli adulti.