Nel sistema scolastico spagnolo la formazione in alternanza riveste un ruolo di crescente importanza. Negli ultimi anni, infatti, ci sono stati molti interventi sviluppati dalle diverse istituzioni deputate a realizzare la formazione in alternanza, con l'intento di incrementare nell'arco di un determinato periodo, attività produttive reali, unendo l'esperienza lavorativa con altri aspetti formativi che vengono definiti in relazione ai bisogni di ciascuno studente.

A partire dal 1996-97 è iniziato il nuovo ordinamento dell'istruzione secondaria obbligatoria (Educaciòn Secundaria Obligatoria, ESO) che interessa gli alunni tra i 12 ed i 16 anni e che consiste in due cicli biennali consecutivi.

In Spagna è prevista un'educazione prescolare non obbligatoria per bambini fino ai sei anni d'età. L'educazione primaria è composta di tre cicli di due anni ciascuno. L'educazione secondaria obbligatoria è composta di due cicli di due anni ciascuno. Con il diploma di "Graduato en la Educaciòn Secundaria" gli studenti possono accedere al "Bachillerato" o alla formazione professionale intermedia. Entrambi i corsi durano altri due anni. Al termine di questi è possibile passare all'università, all'istruzione superiore non universitaria e alla formazione professionale superiore. I criteri di valutazione stabiliscono il grado di apprendimento che dovrebbero raggiungere gli studenti rispetto a quanto indicato negli obiettivi generali. La valutazione adempie una funzione formativa.

Nella scuola primaria, al termine di ogni ciclo si decide la promozione al ciclo seguente. La decisione di far permanere un alunno un anno di più al medesimo ciclo, si può adottare una sola volta durante tutta la scuola primaria e ascoltando i genitori dell'alunno.

Nella scuola secondaria la promozione degli studenti è decisa al termine del primo ciclo e al termine di ciascuno dei due corsi del secondo ciclo. La decisione che un alunno possa permanere un anno di più in un ciclo o in un corso potrà essere adottata una sola volta al termine del primo ciclo o al termine di ciascuno dei due corsi del secondo ciclo. Eccezionalmente questa decisione potrà prendersi una seconda volta sentito l'alunno e i genitori dell'alunno.

Nel 1985 l'Istituto Nazionale dell'Impiego ha avviato un programma per dare una qualifica professionale ai giovani disoccupati minori di 25 anni e per favorire la creazione di posti di lavoro.

Tale programma comprende le W.S. (Workshop Schools) e gli A.C. (Apprenticeship Centres): corsi biennali di formazione teorico-tecnica e pratica professionale.

I corsi utilizzano una metodologia il cui principio è quello "dell'imparare lavorando".

Si tratta prevalentemente di attività nel settore della salvaguardia, del restauro e recupero del patrimonio artistico, culturale, naturale e urbano, nonché del recupero di arti e mestieri tradizionali che rischiano di scomparire.

Il programma mira a:

l'integrazione sociale e professionale di giovani disoccupati con o senza diploma, tramite una formazione pratica, basata su un'esperienza di lavoro vero;

rivalorizzare di mestieri tradizionali che rischiano di scomparire e sono un importante patrimonio culturale del paese;

promuovere di nuove professioni legate alla tutela dell'ambiente, alla qualità della vita e al recupero e la conservazione del patrimonio culturale;

aggiornare i metodi formativi.

La dinamica del lavoro è decisa da un team interdisciplinare e il rapporto studente/trainer (formatore) è un rapporto prestabilito, relazionato alle dimensioni delle W.S. e degli A.C., ottimale in quanto si opera in piccoli gruppi, con l'obiettivo di raggiungere una buona preparazione.

Prima di iniziare un intervento, vengono effettuati degli studi di fattibilità, allo scopo di valutare le caratteristiche del mercato del lavoro e la possibilità di creare nuove occupazioni, anche attraverso il recupero dei mestieri tradizionali.

Il programma di studio ha un approccio teorico/pratico in cui l'esperienza pratica completa la formazione teorica e promuovere maggior raccordo tra scuola e mondo del lavoro.