Il Consiglio europeo di Stoccolma si è incentrato su come modernizzare il modello europeo e raggiungere l'obiettivo strategico dell'Unione deciso a Lisbona per il prossimo decennio: diventare l'economia basata sulla conoscenza più competitiva e dinamica del mondo, in grado di realizzare una crescita economica sostenibile con nuovi e migliori posti di lavoro e una maggiore coesione sociale.

I risultati economici dell'Unione sono migliorati considerevolmente negli ultimi anni. Al quarto anno di ripresa, l'Unione ha avuto nel 2000 una crescita economica del 3,5% circa e sono stati creati 2,5 milioni di posti di lavoro, oltre due terzi dei quali sono occupati da donne. La disoccupazione è scesa al livello minimo dal 1991. Questo dimostra che gli sforzi di riforma nell'Unione stanno dando risultati (Conclusioni della Presidenza - Consiglio Europeo di Stoccolma 23 e 24 marzo 2001).

Tra i numerosi e complessi mutamenti che stanno investendo la nostra società, sono particolarmente percettibili tre importanti fattori di cambiamento, quali la mondializzazione degli scambi, la globalizzazione delle tecnologie, in particolare l'avvento dell'informazione di massa.

Il passaggio dall'industria ai servizi, il cambiamento demografico, l'emergere delle nuove tecnologie sono elementi fondamentali nell'evoluzione del sistema formativo. Il calo del tasso di natalità e il conseguente l'invecchiamento della forza lavoro è un altro aspetto fondamentale che, a pari delle nuove tecnologie, ha fortemente indirizzato le politiche europee.

Il cambiamento economico e sociale ha fortemente influenzato l'andamento della formazione a tutti i livelli e la politica socio-economica e quella dell'occupazione si rafforzano reciprocamente.

L'Unione europea mira, quindi, ad affrontare i cambiamenti in atto ponendo la formazione professionale al centro del sistema, come elemento chiave della strategia europea in materia occupazionale (Commissione europea, Libro Bianco su istruzione e formazione. Insegnare e apprendere verso la società conoscitiva, Bruxelles, 1995).

Conseguenza dei mutamenti in atto è l'evolversi di una condizione lavorativa nuova, contraddistinta da un forte carattere cognitivo, che richiede al soggetto capacità creative e di problem solving affinché possa rispondere alle mutevoli situazioni che definiscono le società attuali.

In questa situazione emerge l'importanza di investire su determinati percorsi educativi che non si limitino alla semplice trasmissione nozionistica di conoscenze, ma che rendano l'individuo capace di reagire in modo adeguato agli impulsi provenienti dall'esterno.