Nel corso dell'ultimo ventennio, il mercato del lavoro italiano ha conosciuto significativi cambiamenti che hanno modificato in maniera significativa la struttura dell'offerta e della domanda di lavoro.

Tra le principali trasformazioni intervenute ricordiamo lo sviluppo e la ristrutturazione della struttura produttiva, la diffusione dell'impiego di nuove tecnologie, i fattori di ordine demografico e l'innalzamento del livello di istruzione.

Di fronte a questi fattori, tutte le componenti del mercato del lavoro sono state coinvolte: gli attivi, gli occupati, i disoccupati e le persone in cerca di lavoro.

In particolare, risulta prioritario costruire linguaggi comuni ai diversi enti formativi al fine di creare un proficuo dialogo; incentivare e rafforzare la collaborazione e l'integrazione; garantire l'effettiva capitalizzazione delle esperienze di apprendimento attraverso dispositivi di reciproco riconoscimento dei crediti e l'effettiva trasparenza delle esperienze e delle competenze acquisite.

Sul piano operativo si sta assistendo ad una progressiva convergenza delle diverse posizioni sociali, politiche ed istituzionali, verso una riformulazione dell'offerta formativa che garantisca una pluralità delle occasioni e dei luoghi di apprendimento e una pari dignità dei percorsi. Tali strumenti fanno parte di quella che viene definita formazione in alternanza che assume un ruolo di fondamentale importanza nel processo di facilitazione dell'inserimento socio-lavorativo dei giovani, poiché agevola il delicato momento di transizione dal mondo della formazione a quello lavorativo.

Possiamo considerare il 2000 come l'anno in cui in Italia vi è stato un significativo avanzamento del processo di riforma che dal 1997 in poi ha investito tutto il sistema formativo italiano dalla scuola dell'infanzia all'università.

Per quanto riguarda il sistema scolastico la novità di maggiore rilievo è stata l'approvazione della riforma dei cicli, che ha dato l'avvio ad un processo di totale ridefinizione del sistema e dei suoi rapporti con il sistema di formazione professionale e del lavoro.

Per quanto riguarda la formazione professionale la legge 196 del 1997, può essere considerata come uno dei provvedimenti di maggiore rilievo.

A cavallo tra i due sistemi, scolastico e di formazione professionale, bisogna considerare i provvedimenti attuativi dell'obbligo formativo e quelli attuativi dell'istruzione e formazione tecnica superiore.

L'obbligo di istruzione inizia al sesto anno di età con l'accesso al ciclo di istruzione primaria (scuola di base). Questa, di durata settennale, prevede un percorso educativo unitario che si conclude con un esame di Stato, dal quale emerge un'indicazione orientativa, quindi non vincolante per le scelte circa il successivo corso di studio (scuola secondaria).

La durata della scuola secondaria è di cinque anni, si articola nelle aree: classico-umanisticha, scientifica, tecnica e tecnologica, artistica e musicale.

Nel primo biennio è possibile il passaggio a moduli differenti, ma anche in aree e indirizzi diversi. Durante il secondo anno, inoltre, è prevista l'attivazione di moduli di formazione professionale che integrano gli apprendimenti curricolari.

Con il biennio, e comunque al compimento del quindicesimo anno di età, termina il periodo dell'obbligo scolastico e lo studente potrà assolvere l'obbligo formativo fissato sino al diciottesimo anno di età optando per uno dei canali previsti dalla legge n. 144/99.

Sono previste, inoltre, passerelle di transito tra i sistemi di istruzione e di formazione professionale, tramite la valutazione dei crediti formativi che si ottengono frequentando positivamente i segmenti di scuola secondaria o della formazione professionale.

Assolto l'obbligo formativo, coloro che hanno conseguito un titolo di scuola secondaria potranno accedere all'università o ad un corso di istruzione e formazione tecnica superiore (Ifts) oppure ad un corso regionale post-diploma, o ancora all'apprendistato. Possono accedere al corso di istruzione e formazione professionale, previo accreditamento delle competenze acquisite, coloro i quali abbiano completato con successo l'obbligo formativo nella formazione professionale a tempo pieno o nell'apprendistato, conseguendo una qualifica. Infine, occorre ricordare come anche il sistema universitario sia stato investito da questo processo di riforma attraverso la regolamentazione dei corsi di laurea triennale (laurea di base) e di una laurea specialistica proseguendo l'iter di studio per un ulteriore biennio.

L'apprendistato e i contratti di formazione-lavoro rappresentano due modelli contrattuali di integrazione tra momento formativo ed esperienza professionale sul lavoro. Entrambi gli istituti, infatti, prevedono, accanto all'addestramento pratico in azienda, l'insegnamento complementare, obbligatorio e gratuito, affidato alle regioni nel caso dell'apprendistato e all'azienda stessa per i contratti di formazione-lavoro.