L'educazione professionale e il sistema di formazione francese comprendono un'ampia gamma di programmi che vanno differenziandosi sempre di più. Negli ultimi anni essi sono stati completati da una scelta esaustiva ed in continua crescita di programmi di formazione orientati verso la diretta integrazione del mercato del lavoro per i giovani disoccupati.

L'obiettivo principale delle politiche del lavoro francesi è quello di aumentare il coinvolgimento diretto di imprese in programmi educativi e misure formative, incoraggiandole ad organizzare corsi di formazione on the job.

Le stesse parti sociali sono intenzionate ad incrementare in questo senso il livello dell'educazione professionale in modo da ottenere quella che viene definita la "ideal way" (Deutsches Institut fur Internationale Padagogische Forschung, Vocational Education in the Countries of the European Union, An Introduction, 1996).

Il sistema formativo francese è articolato in due subsistemi:

il sistema educativo (compresa la formazione iniziale) che fa capo al Ministero dell'Educazione Nazionale;

la formazione professionale non scolastica di competenza del Ministero del Lavoro e delle Regioni.

I corsi di studio francesi sono organizzati in cicli pluriennali per permettere ai docenti di adattare l'azione pedagogica ai ritmi individuali di apprendimento di ogni allievo per migliorare la continuità educativa. Il sistema di insegnamento elementare e quello secondario inferiore costituiscono un asse comune di formazione per tutti gli allievi, le differenziazioni dei percorsi appaiono al livello di insegnamento secondario superiore.

L'obbligo scolastico dura 10 anni, dai 6 anni di età a 16.

Il sistema educativo si caratterizza per la notevole ricchezza di diplomi e titoli in tutti i settori, dal secondario superiore, sia universitario che non, nel tentativo di rispondere alla più ampia gamma possibile di esigenze dell'utenza. (S. Cappucci, Sistemi europei di formazione superiore, in Fondazione RUI, residenze universitarie internazionali. Documenti di lavoro, n.69 e il sito
www.treccani.it/site/iniziative/scuola/documenti/modelli.pdf).

All'interno della formazione universitaria annovera una variegata scelta di opzioni tecnico-professionali, che in breve riportano al 1° ciclo universitario propriamente detto del DEUG-DEUST e allo IUT, Institut Universitaire Professionnalisé (altamente selettivo e della durata di 2 anni estensibili a 3, preferito dal 7% degli studenti del terziario) autonomo ma collegato all'università.

Per il loro finanziamento è prevista l'erogazione di fondi da parte dello stato per posto-studente, è previsto inoltre un contributo da parte delle imprese, la taxe d'apprentissage, lo IUT può anche autofinanziarsi mediante convention stipulate con l'industria per progetti comuni, oltre che usufruire in azienda di periodi di stage.

Assi portanti dello sviluppo attuale del sistema di formazione professionale francese sono:

l'attuazione del processo di riforma che ha sancito l'introduzione del principio dl decentramento e che ha conferito alle regioni una sempre crescente responsabilità a livello di formazione;

l'inserimento di una dimensione europea nelle politiche di formazione professionale;

la tendenza a favorire processi di individualizzazione dei percorsi formativi.

I principali percorsi di formazione professionale iniziale non scolastica sono:

l'apprendistato

i corsi in alternanza

i crediti formativi individualizzati.

L'ordinamento francese è costruito su una serie di passaggi formativi ad incastro, che determinano una rete di percorsi formativi possibili: per esempio lo IUT con il titolo di DUT (2 anni), passa dopo un anno integrativo al DNTS (Diplome nazional de technologie spécialisé) e accedere al 2° ciclo per alcuni maîtrise di scienza tecnica.

Dal 1989 il sistema francese ha intensificato la sua politica di autonomia delle istituzioni formative, arrivando a concepire un contratto di 4 anni tra Stato e istituzioni in cui queste si impegnano ad elaborare un piano di sviluppo che coincida con gli obiettivi nazionali e le esigenze formative locali. Una tale autonomia degli istituti comporta un efficace sistema di valutazione, interna da parte degli istituti per misurare l'efficacia dell'insegnamento, e una esterna che viene espressa dal CNE, Comité national d'evaluation, un organismo autonomo formato da esperti che esaminano la qualità dei curricula e delle attività svolte, con un giudizio globale sulle strutture e non sugli individui.

Un fenomeno non trascurabile è il successo dello STS, Section de Techniciens Supérieurs, di tipo postsecondario e molto specialistico della durata di due anni, scelto da più del 25% degli studenti. Gli IUT e gli STS trovano sbocchi immediati nel mondo del lavoro, il 90% è impiegato massimo dopo un anno.

Il governo francese intende adattare la formazione tecnico-professionale ai bisogni dell'economia e iscriverla nelle dinamiche economiche locali e internazionali attraverso la progressiva sostituzione del DEUST con lo IUP, che porta a 3 anni la formazione tecnico-professionale della filiera universitaria dopo un anno di orientamento propedeutico, e il disegno governativo di incrementare gli IUT.

In Francia, i dispositivi di formazione in alternanza possono essere classificati in:

ALTERNANZA SCOLASTICA

APPRENDISTATO

ALTERNANZA LAVORATIVA