La prima esperienza che andremo ad analizzare è purtroppo durata un solo anno, poiché ha visto la sua nascita il 1 aprile 1998 ed ha svolto le sue attività fino al 31 marzo 1999, nel paese di Campodipietra (Cb).

La ludoteca è nata nell'ambito dei finanziamenti promossi dalla Legge regionale n.6/95 ed ha usufruito di un finanziamento del 55% del costo, oltre che del contributo della Amministrazione comunale e della Direzione Didattica che hanno messo a disposizione due locali e due bagni della scuola elementare.

Vediamo i servizi che ha offerto per capire quali i possibili insegnamenti che possiamo trarre da questa esperienza che, anche se sicuramente positiva, non è riuscita a sopravvivere.

La ludoteca è stata attivata dalla Cooperativa sociale "L'Aquilone", con sede in Via Ferrari, 7 a Campobasso, ed ha promosso oltre alle attività di sala, ad un laboratorio di pittura e ad uno teatrale, anche un servizio di sostegno nello svolgimento dei "compiti" assegnati a scuola. L'apertura era di 5 giorni settimanali, dal lunedì al venerdì, dalle 15:30 alle 19:30, con una frequenza media di 15 bambini al giorno. È stato attivato anche un corso per l'insegnamento del L.I.S. (Lingua italiana dei segni), ma né un servizio di Ludobus né corsi di informatica né di lingua straniera.

Secondo la risposta fornita dal responsabile, la motivazione alla base della chiusura è da ricercare nel mancato contributo finanziario degli utenti che non ha permesso "un miglioramento qualitativo e quantitativo delle attività e degli strumenti (giocattoli) da utilizzare".

La stessa cooperativa ha comunque subito dimostrato di non perdersi d'animo, progettando e realizzando una nuova ludoteca nella città di Campobasso, una nuova realtà che ha aperto i battenti soltanto a marzo 2000, nell'ambito del Patto territoriale "Matese", con una frequenza di apertura dal lunedì al venerdì, dalle 16:00 alle 20:00, prevedendo l'accompagnamento dei bambini fino a 10 anni da parte di un adulto e dividendo le attività per fasce d'età (3 - 5 anni, 6 - 10 anni, 10 - 14 anni).

A soli due mesi dall'apertura ha già più di 80 bambini iscritti e i corsi di pittura e fotografia hanno suscitato il vivo interesse dei bambini.

I servizi offerti saranno sempre più diversificati, prevedendo oltre al prestito dei libri, di giochi e giocattoli, alle attività di sala ed ai laboratori di pittura e teatrali, anche il prestito di videogiochi, un laboratorio per i "giochi di una volta" ed un angolo Karaoke. Sono in cantiere anche attività di introduzione e di formazione per quanto concerne sia l'informatica e la telematica, sia l'attivazione di corsi di lingua straniera.

Ci sembra un servizio ampio e meglio strutturato al quale va il nostro "in bocca al lupo".

Terza esperienza rilevata è relativa alle attività della ludoteca "S. Damiano" a Termoli, che oltre ad ospitare un centro sociale per disabili fornisce servizi di attività di sala, di videoteca, di cucina e di attività psicomotoria.

Le attività sono promosse per sei giorni a settimana, dalle 9:00 alle 12:00 e dalle 15:00 alle 18:30 e registra una frequenza di 15 utenti giornalieri.

Veniamo ora alla più duratura esperienza di ludoteca nella Regione Molise, il centro socio educativo del Comune di Termoli.

La struttura opera dal 1983 con una frequenza di 30 utenti al giorno per 5 giorni, dalle 9:30 alle 12:00 e dalle 15:00 alle 20:00 e con un'organizzazione della ludoteca per fasce d'età e per attività.

I servizi offerti sono il prestito dei giochi e dei giocattoli, le attività di sala, il laboratorio di pittura, di falegnameria e teatrale. Elemento rilevante è il permanente contatto e il coordinamento con la scuola per progettazione e realizzazione di interventi educativi.

La prima segnalazione che rileviamo nella realtà molisana, riguarda la totale assenza di informatica ludica o di informatica applicata all'educazione, tanto più che nessuna delle quattro realtà ha prodotto un Sito Internet; solo nel caso della seconda ludoteca della Cooperativa "L'Aquilone" è in programma di attivare un corso di informatica e telematica per bambini.

Altra rilevazione da fare è quella relativa alla mancata attivazione in tutte e quattro le esperienze di un servizio di Ludobus, che offre la possibilità, oltre che di farsi conoscere attraverso atelier per strada, anche di promuovere attività assai divertenti e con un più immediato contatto con la realtà dei bambini.

L'ultima esperienza che con immenso piacere andiamo a descrivere, è rappresentata dall'apertura di una ludoteca, avvenuta solo il 25 maggio 2000, all'interno dell'Ospedale Cardarelli, nei reparti di auxoendocrinologia e diabetologia pediatrica.

Sappiamo che il bambino, come l'adulto, nel decorso di una malattia, attraversa momenti psicologici particolari: si assiste a una separazione, seppur temporanea, dalle normali attività e l'ospedalizzazione comporta un allontanamento dal proprio ambiente familiare, creando nel bambino una situazione di sconforto e sofferenza. Il bambino in ospedale vive delle esperienze traumatiche e, di solito, viene privato della sua attività più naturale: il gioco; ma il gioco è tanto necessario al completo sviluppo del corpo del bambino, del suo intelletto e della sua personalità, quanto lo sono, per la conservazione della sua vita fisica, il cibo, un tetto, l'aria pulita, l'esercizio fisico, il riposo e la prevenzione di malattie e incidenti.

Nonostante la presenza nel nostro ordinamento di norme che garantiscono una tutela formale dei diritti di tutti i bambini e di tutte le bambine vi sono ancora ampie zone d'ombra che nascondono drammatiche e dolorose negazioni dei diritti fondamentali dell'infanzia.

Grazie all'Associazione Giovani Diabetici di Campobasso e al Responsabile dell'Unità Ospedaliera del Cardarelli è stato possibile realizzare un'attività ludica in ospedale per offrire più serenità al bambino, proprio nel momento in cui si sente in balia di eventi incontrollabili. L'associazione ritiene sia di fondamentale importanza mettere a disposizione del bambino malato giocattoli adatti, spazio e tempo per il gioco e dei compagni di gioco. Attraverso giochi, brevi laboratori, animazioni teatrali, musicali, organizzando vere e proprie ludoteche, la forma di intervento legata al gioco sembra essere quella più adeguata per sollevare il bambino dal dolore, dalla noia o dall'angoscia.