Come educatori dobbiamo assicurarci che i nostri bambini abbiano la miglior educazione possibile. Per ottenere questo è necessario che ogni bambino abbia accesso alle nuove tecnologie educative.

La scuola, i genitori, gli educatori ed infine il servizio ludotecario devono quindi muoversi e cambiare. Ma per cambiare non è sufficiente ammodernare l'apparato delle risorse tecniche per la didattica (ampliando la fornitura di software educativo di alta qualità e aumentando il numero di moderni computer multimediali nelle scuole), ma è fondamentale accogliere e legittimare gli stili di pensiero e di azione che sono propri di questo nuovo campo. È quindi essenziale passare da una logica di formazione "monomediale" (centrata prevalentemente sulla comunicazione scritta) ad una logica di formazione "multimediale" aperta a tutte le forme di acquisizione, trattamento e memorizzazione delle esperienze conoscitive, non recidendo il legame con il medium libro, ma riqualificando questo stesso legame dentro un contesto più ampio, quello di tutti i media.

Talvolta però gli educatori, così come i genitori, vedono nei nuovi media, uno spazio pieno di pericoli per i bambini. Il bagaglio di competenze tecniche, che ha il bambino della generazione digitale, è spesso vissuto dagli educatori, come ostacolo per una "corretta" educazione. Gli educatori devono capire che il loro approccio alla conoscenza e al gioco basato sulle forme tradizionali del sapere e dell'attività ludica è solo uno dei possibili punti di vista sul mondo, certamente il più solido e radicato, ma non l'unico.

Gli educatori devono quindi cambiare il loro modo di trasmettere le informazioni, devono mettersi a studiare e a giocare con i loro studenti, creando un rapporto di collaborazione, scambio e crescita insieme. Il modo migliore per imparare a studiare e ad interagire con i bambini è osservare l'esperienza degli esperti. La cosa più importante che dovrebbe fare l'educatore è dimostrarsi un buon scolaro, imparare nuove cose insieme ai bambini, dare il buon esempio di apprendimento, fare da guida, gestire le situazioni difficili e stimolare il bambino.