Uno dei nostri obiettivi è quello di stimolare, attraverso la realizzazione della attività formative e di orientamento d'impresa, la creazione di nuove ludoteche che si inseriscano nel quadro della attività di servizio rivolte al mondo della educazione e dell'infanzia.

È infatti nelle intenzioni di chi cura la realizzazione delle attività del Progetto Now, nell'ambito del quale si sono svolte le attività di ricerca, fungere da "incubatore" di un'idea nuova di ludoteca, volta a implementare le proprie attività in sintonia con le tendenze che interessano il sistema economico generale.

Questa considerazione nasce dal bisogno di fare una riflessione importante alla luce delle rilevazioni condotte in sede di analisi di serie storiche circa la nascita e la morte dell'impresa relativa al settore ludoteche, dalle quali emerge che in Italia si registra una alta frequenza di nuove entrate, ma al contempo un forte tasso di uscita di realtà che operano in questo settore.

Questo dato, in prima analisi, ci dà un'indicazione su come il settore si presenti ancora in una condizione definibile pre - concorrenziale, in cui gli operatori operano con logiche e strumenti diversi da quelli di mercato, una realtà che ha, come prima forte conseguenza, la fragilità economica di questo tipo di imprese, con forti riflessi sulla qualità e quantità delle iniziative intraprese.

Spesso questa considerazione esclusivamente economica ha sulle persone che si occupano di educazione un effetto non positivo, poiché si pensa alle logiche concorrenziali come ad un modo di procedere che porta inderogabilmente ad avere atteggiamenti che si allontanano dalla serenità e dalla spensieratezza del gioco e dello stare insieme, elementi che invece dovrebbero caratterizzare le ludoteche. Questa condivisibile opinione si scontra però con l'esperienza di numerose realtà ludotecarie che iniziate le attività, anche con riscontri in termini di partecipazione alle iniziative, dopo un anno o due di esercizio hanno visto bruscamente interrompere i propri sforzi per mancanza di autosufficienza economica.

La nostra opinione è che ciò sia riconducibile a due fattori: l'originale storia dell'evoluzione delle ludoteche in Italia e la difficoltà di gestione di un servizio sociale anche con logiche che garantiscano solidità economica e possibilità di crescita.

Le ludoteche in Italia sono da sempre state viste come un fenomeno pubblico, gestito direttamente dalle istituzioni pubbliche o affidato a soggetti privati con convenzioni pubbliche, in quella realtà che qualcuno definisce "privato sociale". Poche sono le realtà completamente private, che comunque spesso hanno mostrato la tendenza ad essere assorbite nei canali di finanziamento pubblico, e comunque mai completamente orientate al mercato; tutto questo senza nulla togliere agli sforzi degli operatori del settore, che hanno comunque portato avanti ed hanno permesso la sopravvivenza dell'idea di ludoteca, intesa come luogo di gioco, di crescita e di ricreazione. Il fatto di dipendere dalla domanda pubblica ha però, in un certo senso, irrigidito lo slancio innovativo delle singole realtà, impegnate a realizzare al meglio le attività di custodia dei figli e di animazione, ma spesso meno attente alla diversificazione ed alla differenziazione del servizio e soprattutto ad operare in logiche di gestione razionale delle risorse e dei costi che siano maggiormente inserite nelle dinamiche economiche generali. Questo per dire che se da un lato operare anche sul mercato comporta uno sforzo maggiore in termini di programmazione e strategia organizzativa, dall'altro implica una maggiore apertura ed una molteplicità di stimoli e di suggerimenti che non può non portare ad un miglioramento qualitativo del servizio.

In quest'ottica l'idea di fondo che anima le attività di questo progetto è proprio quella di alimentare un'idea di ludoteca che superi la tradizionale dicotomia privato/pubblico e si muova nella direzione di un servizio capace di autoalimentarsi e di crescere in maniera cooperativa, nell'obiettivo di garantire alla comunità la possibilità di un luogo nuovo dove crescere divertendosi e da trasformare in "amplificatore" di valori culturali e sociali che siano all'insegna dello stare insieme e della collaborazione.

Questo a prescindere dalla natura privata o pubblica del servizio.

La traiettoria che sta seguendo la normativa nazionale ed europea, relativa ai servizi sociali, è proprio questa, con finanziamenti e stimolazione di attività d'impresa private, in una logica di complementarità, che ben si sposa alle esigenze di un settore come quello dell'educazione e della formazione, che necessita di un forte impulso per ritornare a ricoprire il ruolo fondamentale di trasmissione della conoscenza e dei valori sociali comuni.

L'approccio promosso da questa concezione dell'idea di ludoteca è dunque quello di sottolineare maggiormente e considerare in maniera più rilevante, rispetto alla precedente tradizione di sviluppo di queste realtà, la natura economica delle attività promosse con un'organizzazione ed una progettazione più attenta delle variabili economiche che contribuiscono, se ben considerate, a migliorare la qualità del servizio offerto, sia in termini di quantità che di contenuti.

L'introduzione di attività legate all'informatica e alla telematica, sia in termini di strumenti messi a disposizione dei frequentatori della ludoteca sia in termini di gestione della ludoteca stessa con pratiche che utilizzino l'enorme potenziale oggi garantito da "nuovi media", è una delle prime innovazioni che le ludoteche devono considerare, soprattutto tenuto conto dell'ampiezza della gamma dei servizi proponibili.

In questa logica si inquadra l'importanza del "networking" quale possibile leva competitiva delle ludoteche.

Superata infatti l'idea di un servizio che trova il proprio sostentamento solo nel contributo pubblico, si deve affrontare la necessità di essere in grado di offrire servizi, che conservando la capacità di avere contenuti educativi validi, siano anche in grado di realizzare le attività e di fornire i mezzi in grado di progettare e realizzare nuove iniziative.

Progettare e realizzare un'attività di networking, ben indirizzata e articolata, risulta quindi di grande impulso per un'attività particolare come quella delle ludoteche.

La creazione di una rete di relazioni ed interazioni permette infatti di aprire la propria attività a sollecitazioni e possibilità, oggi ancora più incoraggiate dall'utilizzo di strumenti come la posta elettronica ed Internet che, a fronte di un modesto investimento economico permettono una maggiore attività informativa, sia in termini di promozione delle proprie attività, sia in termini di reperimento di informazioni e di aggiornamento.

Le attività di networking dovrebbero interessare soprattutto nella fase iniziale di avviamento della ludoteca due livelli di considerazione: il primo è quello costituito dal network con altre ludoteche con il duplice intento di cogliere importanti suggerimenti in termini di innovazione delle attività già implementate e realizzate nella propria ludoteca, sia in termini di possibili slanci propositivi nei confronti di altre realtà, con le quali in condizioni di partner ship promuovere nuove proposte o iniziative da portare avanti congiuntamente e che superino la, a volte eccessiva, localizzazione delle attività di questo tipo. L'utilizzo di una tale prassi operativa comporta inoltre la possibilità di monitorare quelle che sono le linee evolutive che le attività educative vanno assumendo anche in relazione agli sviluppi tecnologici che interessano l'intero sistema economico e sociale e che aprono, in maniera importante, il dibattito sul corretto utilizzo di certi strumenti, sia in relazione ai vantaggi, sia in relazione alle eventuali strozzature e pericoli che si possono registrare come conseguenza di un utilizzo non consapevole, affrettato e non competente di tali nuovi canali comunicativi. Il secondo livello delle attività di networking è quello legato alla necessità di interagire con tutte le componenti del sistema all'interno del quale si opera, cioè quello relativo a tutte le relazioni che vanno al di là del livello, che con una terminologia economica, può essere definito interaziendale.

L'idea, in sostanza, è quella di estendere il proprio raggio d'azione e la propria rete al di là di altre esperienze che abbiano come "core competence" la realizzazione di un servizio di ludoteca, ed allargare la propria attività anche alle istituzioni come la scuola, gli enti locali e agli operatori di mercato, come ad esempio i produttori di giocattoli e giochi e, ultimi arrivati, i produttori di software educativi.

Ciò comporterebbe una serie di benefici, garantendo infatti la possibilità di essere aggiornati sulle attività e di essere presenti per eventuali inserimenti in iniziative promosse da altri.

L'importanza strategica di quest'ultimo aspetto è inoltre sottolineata dal fatto che, oltre a permettere il monitoraggio di eventuali contributi o bandi o sponsorizzazioni utilizzabili, consente di essere maggiormente visibile e di fungere da "catalizzatore" di nuove proposte e slanci, nell'ottica di fornire un servizio che, integrato con le dinamiche della scuola, degli operatori sociali e dei produttori di prodotti ludico/educativi, sia volto a dare nuove visioni e nuovi ruoli all'educazione.