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Programma Sintetico

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    Il progetto di formazione e aggiornamento degli insegnanti di scuola materna "Colore e segni" prevede 5 laboratori uno per ciascun tema: Scarabocchio, Pittura, Assemblaggio, Manipolazione e Difficoltà e disturbi nella produzione e interpretazione dei segni. Ogni laboratorio è strutturato in 4 incontri di due ore e mezza ciascuno, con una presenza media di 20 persone a laboratori e si realizzerà presso l’Istituto superiore "Jean Piaget" in via Marco Fulvio Nobiliore, 79/A – Roma.

    Il progetto è finalizzato a trasmettere i metodi e le tecniche di educazione attiva: il carattere multidisciplinare della produzione artistica si rivela particolarmente efficace in questo, perché attraverso l'esercizio della alla creazione di un prodotto originale e personale, vengono esplorati gli intrecci tra emozioni, manualità e la finalizzazione del lavoro relazioni, scoperte e linguaggi.

    Ogni bambino ama disegnare e dipingere, specialmente se non è pressato da suggerimenti, critiche e valutazioni; c’è dunque una forte motivazione all’espressione spontanea.

    Attraverso le attività grafico-pittoriche il bambino impara a:

    pallina2rilevare le diverse forme dell’ambiente
    pallina2potenziare la capacità espressiva
    pallina2riconoscere forme e colori
    pallina2saper "leggere" i disegni e ad interpretarli
    pallina2controllare la coordinazione verticale e orizzontale di occhio – mano – dita
    pallina2raggiungere una familiarità nell’impiego dei principali mezzi e delle principali tecniche grafico-espressive.

    In altre parole, il disegno e la pittura praticati dal bambino nella prima infanzia svolgono funzioni insostituibili nel processo di maturazione che lo porta alla seconda infanzia. Tale percorso di maturazione può essere sintetizzato in due momenti fondamentali: la funzione espressiva degli stati d’animo e dei bisogni in generale e la funzione stimolatrice dei processi psichici (fase dinamica del percepire e dell’apprendere).

    L'educatore deve essere in grado di seguire e guidare il percorso di maturazione in tutti i suoi stadi, da quello visivo a quello motorio e, per finire, a quello verbale, senza ergersi a ruolo di arbitro. E’ indispensabile che tutte le attività di un bambino siano svolte in chiave ludica, poiché attraverso il gioco impara ed inizia ad amare le attività grafico-pittoriche.

    Il gioco allora diviene il mediatore ideale per entrare nella dimensione della curiosità, per superare le difficoltà, per immergersi nello stupore e per entrare in relazione con gli altri.

    Il laboratorio invece è per l'insegnante lo "strumento" che permette di ritrovare un luogo concreto di sperimentazione, un punto d'incontro di possibili osservazioni, di stimoli e di confronti.

    Il laboratorio e il gioco diventano, nella pratica educativa, spazio di ricerca e superamento degli stereotipi, fornendo alle insegnanti gli strumenti ed i metodi per stimolare le curiosità e la voglia di sperimentare proprie del bambino più piccolo.

    Una particolare importanza viene data all'introduzione alla pedagogia dei materiali. Il primo aspetto da considerare sarà, quindi, la natura e la qualità del materiale a disposizione del bambino per le più svariate utilizzazioni.

    E' necessario disporre di una varietà di materiali per interessare il bambino ed attirarne l'attenzione. Sono necessarie grandi quantità di diversi tipi di carta, cartoncino, colori, matite, gessetti, carboncini, legno e altri materiali che i bambini possono procurarsi facilmente: piume, turaccioli, pezzi di stoffa, scatole ed ogni altro genere di oggetti reperibili in casa.

    I bambini devono avere tempo a disposizione per esaminare questi materiali in tutta libertà, specie i più piccoli che imparano più cose unicamente scegliendo e confrontando.

    I cosiddetti "materiali poveri" per la loro scarsa strutturazione facilitano la produzione di associazioni creative, perché il bambino può trasformarli e assemblarli secondo la propria originalità. Il bambino viene così stimolato a ridefinire la proprie conoscenze, vedendo gli oggetti in una nuova luce, usando ciò che già conosce ma con scopi nuovi e diversi.

    Quando trasformiamo involucri di imballaggio in case o burattini, ridefiniamo il materiale in modo nuovo, gli diamo un nuovo significato, vediamo "oltre" l'apparenza.

    Imparare che spostando e cambiando elementi nell'attuazione di un affresco o su una tela mentre si dipinge, o che tagliando un pezzo di cartone si può ottenere una costruzione, consente di sviluppare le capacità di riorganizzare.

    Sperimentare con materiali nuovi e mescolarne diversi tipi porta costantemente a nuove scoperte.

    Compito dell'educatore, quindi, dovrà essere quello di stimolare le opportunità di creare, uscendo da percorsi stereotipati e proponendo in maniera ludica tecniche espressive e manuali.



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